L'ottava ariostesca PDF Stampa E-mail

Tratto da L. BLASUCCI, Studi su Dante eAriosto,Ricciardi 1969, pp. 77 e sgg.


La spaziosa architettura di certe ottave ariostesche ricorda certi periodi boccacceschi di largo respiro
: la caratteristica (nell’un caso e nell’altro) è una sorta di parabola ad arco, prima ascendente e poi discendente, simile ad onde che salgono e poi precipitano. Si potrebbe dire che la sintassi boccaccesca viene imbrigliata dall’ottava ariostesca in moduli metrici proporzionati: il risultato è quello di un'armoniosa coincidenza tra movimento logico e movimento ritmico: uno snodarsi del discorso in volute larghe e regolate, e un precipitarsi vittorioso verso la conclusione finale. Stando cosi le cose, se ne conclude che la vera originalità dello stile ariostesco consiste nella fusione della sintassi narrativa di tipo boccaccesco con la proporzione lirica petrarchesca.

Esemplare l’ottava 18 del canto I

 

"Poi che s' affaticar gran pezzo invano

i duo guerrier per por l’un l’altro sotto,

quando non meno era con l’arme in mano

questo di quel, né quel di questo dotto;

fu primiero il signor di Montalbano,

ch' al cavallier di Spagna fece motto,

sì come quel c' ha nel cor tanto fuoco,

che tutto n' arde e non ritrova loco.


Un’ampia voluta ipotattica occupa la prima quartina; la seconda quartina sblocca e scioglie la situazione, analizzando ancor più accuratamente, le unità logico-ritmiche appaiono individuabili nei quattro distici.

Lo schema più comune è quello 4 + 4, con pausa marcata al quarto verso, ma frequente e anche il 4 + 2 + 2, con ulteriore pausa al sesto verso, che prepara lo scatto del distico finale. C’è anche lo schema 6 + 2 (quello rilevato, a torto, da De Robertis, come dominante), che equivale ad una "tesi" (tempo debole, di abbassamento della voce) prolungata cui fa seguito una "arsi" (tempo forte, di innalzamento della voce) stretta e scattante. Statisticamente non irrilevante la suddivisone dell’ottava nei quattro distici (schema 2 + 2 + 2 + 2).