Le ONG (Organizzazioni non Governative) PDF Stampa E-mail
Le ONG sono per definizione indipendenti dai governi e dalle loro politiche; si tratta in linea di massima di organizzazioni sena fini di lucro che vivono dunque principalmente grazi e a donazioni e volontariato. Scopo tipico è appoggiare proposte politiche e sociali non accolte dai governi, pur non aderendo ad alcun partito politico ed accogliendo solo etichette pacifiste, ecologiste, ecc.
I metodi usati possono variare notevolmente. Ad esempio, alcune puntano più a fare pressione politica per indurre i governi a varare alcune scelte, altri preferiscono dare aiuti diretti, fornendo ad esempio del cibo ai paesi più bisognosi.
Molto spessi i rapporti tra ONG e governi o tra ONG e finanze possono essere molto complessi e a volte addirittura in contrasto (soprattutto quando le ONG si oppongono a decisioni politico-finanziarie).
Una branca delle ONG sono quelle di cooperazione allo sviluppo (che cercano di combattere il sottosviluppo, e sono private o senza fini di lucro).
La spinta, la filosofia di queste organizzazioni, è idealista, umanitaria e sociale, finalizzata a contribuire allo sviluppo globale.
Da questo quadro emerge che la volontà è diffusa (si supera il centinaio e mezzo di ONG solo tra quelle italiane e quelle internazionali) ma che i risultati non mai all’altezza delle prospettive dei membri. Con una così grande quantità di ONG ci si aspetterebbero cambiamenti veloci e radicali, che invece tardano a manifestarsi.
Ma il loro stesso nome spiega in parte la tristezza delle loro azioni: già il fatto che siano necessarie delle organizzazioni che facciano pressione mette in evidenza la negligenza dei governi, che non riescono a fermare la povertà nonostante le rassicuranti stime dell’ONU: anche solo l’1% della ricchezza mondiale, se opportunamente indirizzata, porrebbe fine al sottosviluppo.
Dunque supportare queste organizzazioni – soprattutto quelle ad aiuto diretto – sia un bene, ma anche che ci sia la necessità di cambiare qualcosa nel perverso meccanismo dove i paesi ricchi diventano sempre più ricchi mentre quelli poveri possono solo impoverirsi maggiormente.