La nascita della filosofia PDF Stampa E-mail

Filòs = amico, amante (colui che ama)

Sofìa = sapienza, saggezza ≠ erudizione

 

" Di tutte le cose che gli Dei hanno dato il uomini, l'amicizia è più importante "

Epicuro

 

Un sapiente sa collegare le nozioni che conosce mentre il saggio sa fare la scelta giusta, guarda all'aspetto dell'azione e del comportamento. Con il sufisso "sofia" i due termini sono sovrapposti. Dunque il filosofo è l'amante della sapienza, non è un sapiente, non detiene il sapere, ma lo cerca. La filosofia è una ricerca continua, che non ha fine.

 

" Sapienti sono solo gli dei "

Platone

 

Aristotele sostiene che l'uomo è l'animale razionale, cioè tende per natura al sapere, non può fare a meno di conoscere (ogni uomo quindi è potenzialmente filosofo).


Rigardo dove sia nata la filosofia esistono due correnti di pensiero differenti: orientalisti e occidentalisti. I primi teorizzano che la filosofia sia nata nei paesi orientali, mentre il secondo gruppo porta avanti la tesi di una nascita occidentale.

I popoli orientali si sono oggettivamente sviluppati prima, sia in campo scientifico, sia per quanto riguarda i problemi filosofici. In Egitto si parlava di trasmigrazione dell'anima; il buddhismo ricerca il nirvana, l'annullamento del desiderio, per porre fine al dolore della vita. In questi popoli inoltre vi è una concezione dualista della realtà. Si tratta dell'opposizione di due realtà fondamentali, ad esempio un divinità del bene e una del male. A questa concezione si oppone il monismo: un unico principio che spiega tutto il resto, un'unica realtà eterna e necessaria. Nel dualismo greco, l'anima era la parte rivolta al bene, mentre il corpo era orientato verso il male.

Due tipologie di pensiero:

  • orientalisti: la filosofia dei Greci, padri del pensiero occidentale, deriva dall'Oriente
  • occidentalisti: la filosofia greca non deriva dall'Oriente e presenta aspetti originali 
Non possiamo stabilire dove sia nata per prima la filosofia poiché: la scienza occidentale è uguale alla scienza orientale? La filosofia occidentale è uguale alla filosofia orientale?

Scienza: sapere teorico e disinteressato. L'idea della conoscenza in sé stessa nasce nel mondo greco. Nel mondo orientale nascono l'astronomia (studiata per prevedere) e la matematica (studiata per misurare); non c'è un disinteresse nell'apprendere. Nella concessione greca, per l'uomo, la realizzazione massima è il sapere. Nel mondo greco vi è quindi una ricerca della legge della regola universale.


Analizziamo le motivazioni adottate dagli orientalisti:

  • Prima o contemporaneamente alla filosofia greca, in Oriente esistevano già teorie filosofico-religiose (Induismo, Buddhismo, Taoismo, Confucianesimo, etc.
  • Nelle civiltà orientali erano già in uso studi di medicina, astronomia e matematica.
  • Tra l'Ellade e l'Oriente esistevano rapporti commerciali, favoriti anche dalle attività navali greche.

Mentre secondo gli occidentalisti il sapere orientale differisce da quella che è la filosofia greca:

  • Il sapere si dirige verso la soluzione di problemi di natura esistenziale (riguardano la salvezza dell'uomo).
  • Il sapere è privilegio della casta sacerdotale. 
  • Il sapere è immerso in un'atmosfera mitica.
  • Il sapere si sviluppa per scopi pratici.

Sempre gli occidentalisti presentano queste caratteristiche per quanto riguarda il sapere greco:

  • Il sapere si dirige verso la conoscenza della natura e dell'essere in generale.
  • Il sapere si caratterizza come una ricerca libera e razionale.
  • Il sapere riconosce come guida la ragione.
  • Il sapere si presenta in forma teorica. 

Ecco le condizioni socio-politiche che hanno permesso la nascita della filosofia nell'Ellade a confronto con quelle della della società orientale:

  • Caratteristiche della società greca: società aperta, quindi una mobilità sociale (partecipazione politica, assenza di una casta sacerdotale interprete di testi sacri, ceto mercantile, passaggio da una casta all'altra ).
  • Caratteristiche della società orientale: società chiusa, vi è quindi immobilismo (forte influenza della casta sacerdotale, nessun passaggio da una casta all'altra, bassissima o nulla partecipazione politica).


Alcuni approfondimenti sono stati tratti da:

Protagonisti e testi della filosofia, N. Abbagnano e G. Fornero, Paravia Editori